Top posts
-
TANE PER LE VOLPI E BALLA COI LUPI
A proposito del pezzo pubblicato ieri l’altro, “Lo stesso viaggio”. Me ne riparlava ieri un amico. Di quel nostro vagabondare tra Roma ed Assisi, diciamo pure sette, otto anni fa: con la pretesa di capire bene cosa fare, le modalità, lo stile. Insomma,...
-
EQUITA' ED INIQUITA' - Allontanatevi da me, operatori di iniquità: un viaggio da Ester a Pier Damiani -
Al di là delle facili battute, la Chiesa non nasce (né diventa) in prima istanza come un ente benefico; anche se “fare il bene”, o del bene, (non solo l’elemosina, nel modo un po’ assistenziale in cui comunemente si intende), può considerarsi una sua...
-
TENEBRE E FACELLE - Poesia e preghiera della notte -
La parola chiave sta in “facelle”. Parola poetica dunque. E quando miro in cielo arder le stelle; Dico fra me pensando: A che tante facelle? Che fa l'aria infinita, e quel profondo Infinito Seren? che vuol dir questa Solitudine immensa? ed io che sono?...
-
FONTANA MALATA - autogol poesia e hikikomori -
Sovente, quando scrivo su queste pagine, mi rendo conto di fare poco più che annotare gli argomenti sui quali mi capita di riflettere in quel momento. Si tratta di assolvere quasi allo stesso compito cui una volta rispondeva la compilazione di un diario....
-
LATERANO MADRE DI TUTTE LE CHIESE - da Costantino in poi: alcune riflessioni -
Nel corso di quattro secoli, dal 1123 al 1512, nel Palazzo Lateranense, in Roma, furono celebrati ben cinque concili (1123, 1139, 1179, 1215 e 1512). Non entro nel merito delle questioni che vennero dibattute e che tennero banco in questa sede. Il primo...
-
COME SE OCCORRESSE IL DOLORE AD ESALTARE L'UOMO
La chiamano “Festa dell’Esaltazione della Croce” e, a occhio e croce, sembrerebbe l’apologia del martirio. Certo, si può morire per chi si ama (oggi si fa più di frequente morire in malo modo chi non si ama più o chi ti ha lasciato …); ma morire poi per...
-
LE CAPPE CHE FORNISCON POCO PANNO
In una lettera quasi sconosciuta e perlopiù ignorata, uno degli apostoli, Giuda, ma non l’Iscariota che - poverino! - ha fatto tutt’altra fine; si esprime con una durezza inusitata, pur dopo aver fatto professione di pietà e di misericordia verso quelli...
-
Lucio ovvero la memoria di un piccolo dolore non condiviso
Genova - Staglieno Voglio cogliere l’occasione – tanto per usare un intercalare inflazionato – per prender più di un piccione, con una fava. Mi son goduto ieri sera alla televisione (questi giorni ne usufruisco in quanto a casa con i miei) uno speciale...
-
Le nostalgie di Gregorio
Il papa Gregorio (Magno), che pure non restava chiuso in ascensore per venticinque lunghissimi minuti prima che arrivassero i Vigili del Fuoco, alle prese col pontificato che non aveva scelto e forse neppure desiderato, si rese ben presto conto, per sua...
-
LA QUESTIONE DEI MINORI - da don Bosco all'Assomoir - Ma oggi non è diverso
Il fondatore dei Salesiani, Giovanni Bosco, ha lasciato pagine e pagine dedicate all’arte e alla missione di educare. Tra il 1831 e il 1888, anno della sua morte, tutta l’Europa occidentale e l’Italia, appena riunificata, si trovano del resto di fronte...
-
QUANTI SONO I MIEI AVVERSARI - Training autogeno e falangi oplitiche
La consonanza a volte è fatta solo di somiglianze vaghe, di sensazioni di sinestesie e di qualche affinità tonale, ambientale. Leggevo di Davide tradito dal figlio Assalonne qualche ora fa, 2 Sam (cap. 15-16), e subito dopo, senza neppure rifletterci,...
-
PERCHE' LA TORRE DI BABELE SAREBBE UN ENIGMA DEMOCRATICO E PLURALISTA
Lapalissiano, dunque! La globalizzazione del linguaggio è un dato di fatto. Tocca a pochi (le minoranze, anche politiche, se si vuole) mantenere viva la torre di Babele delle centomila lingue e dei milioni di dialetti e dei pensieri autonomi e non centralistici...
-
QUEL CHE VEDI DI SPALLE – il riconoscimento del senso delle cose che avviene sempre dopo –
In Es. 33-34, dopo l’episodio del vitello d’oro (Es. 32), Mosè chiede a Dio di mostrargli il suo volto e Dio gli risponde: “… Nessun uomo può vedermi e restare vivo … Quando passerà la mia gloria … ti coprirò con la mano finché sarò passato; poi toglierò...
-
A QUELLA GENTE CONSUMATA NEL FARSI DAR RETTA UN AMORE COSI' LUNGO TU NON DARGLIELO IN FRETTA (quel che resta di noi e della purezza - persino di Maria)
Quella che sto per riportare è una preghiera tra le più belle ed universali che io conosca. Potrebbe leggerla chiunque, sia giudaico-cristiano, sia che appartenga ad un’altra fede. O anche a nessuna fede religiosa. Perché è di una onestà intellettuale,...
-
TRE GIORNI SENZA RETE - Riflessioni sulla presenza liquida e sulla sua negazione. Da Bauman a noi
Tre giorni senza computer e senza connessione alla rete. Si è trattato di un incidente, dapprima. Poi di una bella prova, caduta al momento giusto per verificare il grado di dipendenza che abbiamo sviluppato da questo marchingegno. E infine di un’ottima...
-
IL METODO DI AMBROGIO CHE RICHIAMA ALLA CLASSICITA' - Lettere a confronto: Ambrogio Cicerone Seneca
Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti. Chi raccoglie acqua dalle montagne e le convoglia verso di sé, o attinge alle sorgenti, lui pure, come le nubi, le riversa...
-
DOMENICO IL DRUDO
Dei due canti, si ricorda sempre il primo, così come dei due amorosi drudi si preferisce il più ecumenico Francesco rispetto a Domenico. Così accade per il Paradiso di Dante. All’XI conosciutissimo e oltremodo citato, anche dal sottoscritto, fa seguito...
-
TRASUMANAR SIGNIFICAR PER VERBA NON SI PORIA - Trasfigurazione come trasumanazione
L’aurora di luce (l’oceano di luce – aliud) trascolora ed accende l’universo in attesa – recitano gli inni sacri. Ma trasfigurare e trasumanare (trasumanar significar per verba non si poria; però l’essemplo basti a cui esperienza grazia serba. S’i’ era...
-
BESTIE E BESTIARI PER CATALOGARE LA PAURA
Poi ch’ei posato un poco il corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. Così, l’una dopo l’altra, si presentano a Dante una lonza leggiera e presta molto, che di pel macolato era coverta. E poi un leone...
-
SE LEOPARDI FA IL VERSO AL SALMISTA
Una ventina di anni fa usciva un libro, Un canto nella notte mi ritorna nel cuore. Itinerari poetici di preghiera, di Angelo Paoluzi. In realtà una carrellata su tutti i passaggi poetici della salmodia, né solo di quella, costituirebbe un’opera affascinante...
-
SCALZASI EGIDIO SCALZASI SILVESTRO
Francesco e Povertà per questi amanti prendi oramai nel mio parlar diffuso. 75 La lor concordia e i lor lieti sembianti, amore e maraviglia e dolce sguardo facieno esser cagion di pensier santi; 78 tanto che ‘l venerabile Bernardo si scalzò prima, e dietro...
-
TAL CHE A VESTIRE NE BASTA POCO PANNO - IL VIGORE DEL MONACO GUALBERTO
Quello di Giovanni Gualberto, al secolo Giovanni Visdomini, figlio di un aristocratico fiorentino, vissuto tra la prima e la seconda meta dell’XI secolo (+ 1073), ai puristi apparirà senz’altro un monachesimo imperfetto. Partito dalla Regola Benedettina,...
-
DENTRO UNA CASA BELLISSIMA (frammenti dal salmo 64)
Vivere nel respiro della natura è un gran privilegio. Ogni giorno di più mi rafforzo nell’idea. Poi - per carità! – io ho vissuto una vita in una delle città più belle del mondo, a Roma. Ma insomma “i suoi atri”, quelli che non perdono la traccia della...
-
DELLA GIUSTIZIA E DELL'INCOERENZA - DEL VECCHIO ORIGENE
A qualcuno magari parrà strano che si tiri in ballo il vecchio Origene, ai confini con la non-ortodossia (ciò che non è del tutto ortodosso è sempre “eresia”?); ma insomma ci sono brandelli di “eresia” che confinano con la verità, anche nella vita quotidiana:...
-
Che si muove come vela in mezzo al guado e al fiume come un vento
Il bello e il grande della Scrittura, dei libri “sapienziali” ch’io conosco, consiste – io trovo – in quell’inesauribilità di sensi e di contenuti, di stimoli “concreti” e sempre nuovi che essi contengono: come certe scatole del mago e dell’incantatore,...