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Il mio custode

Pubblicato da Enzo Maria Cilento - fratel Simeone su 16 Luglio 2021, 17:59pm

Tags: #salmi

Il mio custode

Nel pensiero corrente e di conseguenza nella scala sociale dei nostri tempi, il ruolo del custode non riveste un particolare rilievo. Dopotutto, per farlo, i titoli di studio richiesti sono stati a lungo quelli di scuola media inferiore, in gran parte e così fino a ieri. E, magari non sarà sempre così adesso, il custode è poco più che un addetto al controllo. Niente di più ...

Ma si possono custodire molte cose nella vita, in verità. E l’accezione del verbo custodire ha tante sfumature, perché si custodisce un segreto e una perla preziosa; si custodisce un maniero ed insieme si custodisce una casa, un locale, un luogo di culto.

Molti custodi vanno chiamati e cercati nelle vicinanze, quando se ne presenta la necessità; perché posseggono le chiavi di quel luogo che altrimenti non sarebbe accessibile. Mi è capitato anche in un recente passato: siti di rilievo che, per essere visitati, dovevano essere aperti dal custode della chiave, in genere del tutto ignaro del valore che gli era affidato.

E poi custodi della famiglia, di un valore, custodi della memoria.

Angeli custodi, pure, che illuminano custodiscono reggono governano me che ad essi sono stato affidato dalla pietà celeste. E questa è la preghiera che da bambini abbiamo imparato a memoria.

Il salmo 120 è pieno dell’idea del custodire e della relativa parola: Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode; il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra. Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita. Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

E’ così che penso al custode infatti, che ha sempre qualcosa di materno ed anche di paterno, se vogliamo. Ti osserva crescere, ti veglia come le lunghe notti in cui Dio vigila ansioso sull’esodo della sua gente dall’Egitto; quella nostra, dal perderci e dal buttarci via;

che ti custodisce e ti guarda a letto da piccolo, se sei ammalato; e lui, ammaliato da quel dono che sei nella sua vita, un bambino. Il custode non dorme. Noi sì.

E’ quello che sogniamo, ora e nell’ora della nostra morte, quando contiamo di non essere abbandonati. La nostra idea di Maria, Madre di Dio, è quello di una custode premurosa.

La verità è che il ruolo di custode spetta a tutti. Tutti custodi di molti di tanti, se non di tutti. In questo, Caino avrebbe commesso il più clamoroso dei suoi errori: interrogato sulla sorte di Abele, avrebbe detto “sono forse io il custode di mio fratello?”.

Ebbene sì.

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