Ma guarda un po’! Ai Campionati europei di calcio a questo punto mi toccherà tifare per la Francia o per quelle altre squadre che mettono perfettamente in campo quella multiculturalità che un Bardella qualsiasi contesta. E che, pur non mostrando tutta intera la complessità di quel processo di “assimilazione” che resta comunque complesso ed incompiuto, è comunque un dato acquisito, vitale, fecondo e peraltro irreversibile.
A Bardella e agli altri come lui ovviamente non sta bene che Mbappè o chi per lui, inviti i suoi concittadini a votare. Gli rimproverano di pensare. O solo di essere un privilegiato che guadagna una mare di danaro mentre i francesi, la gente comune, la classe media deve fare i conti con un potere d’acquisto diminuito nel tempo, colpa dell’inflazione, e ovviamente con l’insicurezza che quelli della “razza” e della nazionalità di Mbappè hanno provocato.
Ora, che si rinfacci ad un ricco benestante, oltretutto di colore (ma lo stesso varrebbe se fosse ebreo, insomma diverso, insomma in minoranza) di essere una persona di talento, un uomo o una donna di successo, non stupisce nessuno.
Bardella ed i suoi infatti (lui che è discendente di immigrati italiani!) sostengono che le cariche apicali della società debbano restare in mano ai francesi, francesi chissà fino a quale generazione. E naturalmente bianchi – immagino – e cattolici.
Che stia zitto il nostro campione che pure intona la marsigliese con almeno altri sette/otto prima delle partite della Nazionale transalpina! Che la smetta di parlare di impegno civile e di lanciare appelli al voto.
Basterebbe questo per rendercelo simpatico. Non sarà un padre della patria e neppure uno stinco di santo (e dove sta scritto che dovrebbe?) ma ha tutti i diritti ed i doveri che derivano da quella sua legittima cittadinanza. Guadagna e paga laute tasse allo Stato. E in fin dei conti se vince, vince la Francia. Se perde quei diritti acquisiti e sacrosanti, perde la civiltà e la credibilità di un Paese cresciuto a Liberté Egalité Fraternité.
Sempre restando nel mondo del pallone, è di ieri la notizia della scomparsa di un altro vecchio campione del calcio italiano: Niccolai. Ne ho solo un ricordo indiretto. So che mi stava simpatico già solo per il suo nome: Comunardo. Nome che richiama ai tempi in cui a Parigi la Comune provava a mettere in campo l’utopia.
Altro che intolleranza! Altro che Bardella!
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