E ‘n la sua volontade è nostra pace:
ell’è quel mare al qual tutto si move
ciò ch’ella cria o che natura face».
Chiaro mi fu allor come ogne dove
in cielo è paradiso, etsi la grazia
del sommo ben d’un modo non vi piove.
Completo così il pensiero di questa mattina, mentre pensavo al mare, quel mare verso cui tutto si muove, nella stessa direzione, come il tremolar della marina.
E' questo il fine e la legge universale, il moto dei pianeti, di rotazione e di rivoluzione; è il movimento delle galassie e del cosmo.
Mettersi a guardar su verso il cielo stellato e vedere che il mare che galleggia si muove verso l'universo, in moto, nel suono misterioso del Creato e delle stelle.
E tutto ciò che è bene, anche quaggiù, per ciascuna persona, asseconda un movimento naturale, per cui direbbe ancora Dante, ci sarà chi è poeta e chi è geometra e chi filosofo e chi giurista, e chi va dietro ad amforismi.
Ovunque, a seguire il movimento che c'è dato, è Paradiso.
