In fin dei conti non c’è che una regola ed un principio che ci interessi ed è quello di provare a vivere la bellezza del Vangelo. Poi tutto quello che viene di seguito, formule e affini, è solo funzionale: è uno strumento perché ci sia quel minimo di organizzazione, quell’orientamento che aiuti a tenere insieme le cose. Di questo comincio a parlare nell’apposito spazio che sto allestendo e che da oggi diventa praticabile, con qualche contenuto, per chi ne abbia interesse. Pian piano spero di mettere a punto ed in rete un progetto uniforme.
Sono state le esperienze vissute in questi anni, gli incontri a spingermi a questo e non di rado mi sono chiesto se tutto quello che avevo vissuto non avesse un senso, una ragione. La ragione a mio avviso è che bisognava in questo preciso momento storico segnare la via per i tanti come me, non più giovanissimi, che incontrano difficoltà ad essere accolti in modo appropriato nelle istituzioni, Ordini e Comunità tradizionali.
Le mie difficoltà, che sono poi anche quelle delle strutture tradizionali, sono gli ostacoli che incontrano tanti miei coetanei che in questi anni ho incontrato e ai quali ho pensato. Uomini e donne da accogliere e da sostenere con tutto il loro bagaglio di esperienze, di conoscenze, di ferite e fragilità, ma anche di professionalità e competenze che spesso invece in altro ambito paiono essere dimenticate.
Del resto nessuno può nascondersi la difficoltà di relazionarsi, soprattutto a livello formativo e informativo, nel discernimento, con adulti che abbiano già un proprio modus vivendi per quanto spinti dalle migliori intenzioni; con una psicologia strutturata; una maturità umana civica professionale ed affettiva.
Così come non di rado non si può tacere che a questo compito vengono destinati giovani sacerdoti e religiosi, come nella più antica tradizione, talora persino più giovani di questi adulti alla ricerca. Non se ne farà colpa ad alcuno se se dovrà sottolineare la fatale inadeguatezza. A questo vuoto sento che vorrei contribuire a rispondere.
Insomma, voglia Dio, davvero (e in questo mi auguro vogliano aiutarlo anche gli uomini che possono farlo) che questa mia impresa sia assistita, non per gloria personale, dal favore di tanti e di taluno; e che possa far bene e felici tanti uomini e donne alla ricerca di una nuova forma di vita, alla luce del Vangelo, alla ricerca di sé e di Dio.
Le nostre forze sono quel che sono e so che l’impresa è grande. Parto sapendo che posso poco. Anche se con l’aiuto di Dio, tutto si può.